Perchè è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. L'immagine sfocata dietro le tue lacrime, come attraverso il finestrino appannato della macchina che sfida veloce la pioggia e il vento. Il suo volto, i suoi occhi azzurri, cazzo si, proprio quegli occhi là, che in quel momento non li hai semplicemente visti, ma li hai guardati. Perchè c'è differenza tra vedere e guardare, fidatevi. L'odore delle travi di legno, dell'umidità, l'odore del teatro, del fondotinta e del fard, il suo odore che sa di nicotina, caffè e poi boh. Il suono: quel suono che inizia piano, anticipato da quasi impercettibili vibrazioni che in pochi possono percepire. Lo senti aprirsi piano, la tenda rossa che lentamente lascia il posto alla scena, il sipario che scorre. Perchè è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand'è troppo tardi.
Grazie per i sorrisi rassicuranti, per quella canzone di de andrè, per gli abbracci, per i sogni, per la merda (^____^), per le parole di conforto, per gli sguardi, per i sospiri, per i consigli, per le risate, per i biscotti integrali, le ciliege e le patatine, per gli ombretti, grazie per le mani, per il coraggio, grazie per l'affetto incondizionato e per l'amicizia, grazie di tutto...
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zecca il 12/6/2007 alle 22:7 | |